->
   Baby Comp
   da oltre 25 anni al servizio della donna nel rispetto della sua ciclicità
  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia della Contraccezione

 

Caos e Contraccezione

 

 

 

 

testimonianze antiche

 

 

 

testimonianze antiche

 

 

 

 

 

roma_antica

grecia antica

 

 

 

 

roma antica

 

 

 

pratiche sessuali in India

 

 

 

 

 

Condom_with_manual_from_1813 -Wikipedia
Preservativo antico
wikimedia

 

 

inferno, contraccezione e chiesa

 

 

rinascimento

 

 

 

 

 

 

 

famiglia numerosa

 

 

preservativo profilattico

 

temperatura
ingrandisci

 

metodo con muco
ingrandisci

 

 

 

 

 

 

pillola contraccettiva
ingrandisci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caos

  • “In principio fu il Caos, da cui sorse dapprima la Terra (Gaia, Gea), poi Tartaro, la parte nebbiosa sotto la terra, una parte oscura e puramente immaginata. Quindi una terza divinità, Eros, l'amore…” (Esiodo nella Teogonia).
    Il gioco erotico fra maschio e femmina non è solo un fenomeno che si ripete in continuazione sin dai tempi antichi, ma è, per sua natura, una legge naturale che come scopo primario ha quello di conservare la specie.
    Sin da sempre e anche nel mondo antico l’uomo e la donna si lasciarono attirare da passioni e sentimenti d’amore che non avevano come scopo solo la procreazione, ma anche il gioco, il divertimento, il vivere sensazioni differenti e sempre più profonde.

 

Contraccezione Antico Egitto

  • Il testo più antico di medicina occidentale conosciuto (il Papiro di Kahen o di Kahun, 1900 a.c.), oltre ad una serie di norme per la terapia di disturbi ginecologici, urologici e sessuali, riporta il primo test di gravidanza a noi noto, ma di dubbia efficacia, ed alcune tecniche contraccettive come quella che consigliava di «mescolare escrementi di coccodrillo con miele e impregnare la vagina di questo composto»: un curioso precursore del moderno diaframma che doveva servire ad impedire che il liquido seminale penetrasse nell’utero bloccandolo con questo strano materiale spugnoso.
    All’uomo moderno l’idea di ricorrere allo sterco di coccodrillo provoca indubbiamente repulsione, ma in India e nel mondo islamico fino al tredicesimo secolo è stato consigliato come contraccettivo lo sterco di elefante, più acido e dunque più efficace di quello del coccodrillo.

  • Il Papiro di Ebers, successivo di trecento anni, suggeriva, invece, l’uso di un tampone di garza imbevuto di un composto a base di miele, punte di acacia e patron (carbonato di sodio): funzionava! I ricercatori moderni, infatti, sanno bene che le punte di acacia producono naturalmente acido lattico che, come il sale, è un efficace spermicida tanto che entrambi rappresentano il principio attivo di molte creme e gelatine spermicide moderne. In quanto al miele il suo compito era quello di rallentare la mobilità degli spermatozoi al pari di tutti i liquidi oleosi e viscosi.

  • Un altro metodo contraccettivo era quello di mescolare dei minerali presenti nei laghi egiziani, con del latte acido. Ricerche moderne hanno confermato che queste misture di minerali causavano la rottura della membrana acrosomale degli spermatozoi, simile all’effetto provocato dal nonoxinol-9, presente nelle moderne creme spermicide. L’acidità del latte andava ad acidificare maggiormente l’ambiente vaginale, accelerando il degrado degli spermatozoi.

  • Fonti:
    http://europepmc.org/abstract/med/768725
    http://www.ejog.org/article/
    http://www.medscape.com/viewarticle/757941_3 http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_birth_control

 

Contraccezione nell’Antica Grecia

  • Nell’Antica Grecia venivano utilizzate numerose piante dalle proprietà contraccettive. Il loro uso è stato documentato, dal 7° secolo a.c. da numerosi medici e ginecologici dell’epoca, quali Ippocrate.
    Il botanico Teofraste riferiva dell’uso dello Silfio, una pianta largamente nota per le sue proprietà estrogeniche, contraccettive e abortive. La pianta cresceva solamente in un fazzoletto costiero della Cirenaica (attuale Libia) e fu talmente importante per l’economia del luogo, da essere presente sulle monete di Cireniche. La pianta è estinta, probabilmente a causa della sua enorme richiesta e abuso.
    Altre piante comunemente usate per la contraccezione erano, la Carota Selvatica, il Salice, la Palma da Dattero, il Melograno, la Menta Puleggia, l’Artemisia, la Mirra, e la Ruta (Sorano, ginecologo greco del 2° secolo l’ha descritta come un potente abortivo).
    Alcune di queste piante sono tossiche e gli antichi Greci ne hanno documentato le specifiche dosi da utilizzare “in sicurezza”.
    Studi recenti hanno confermato le proprietà contraccettive di alcune di queste piante. La Carota Selvatica, ad esempio ha proprietà post-coitali che diminuiscono la fertilità. La Menta Puleggia può indurre la mestruazione e l’aborto. La Ruta, se assunta regolarmente diminuisce il flusso di sangue nell’endometrio, causando il suo assottigliamento e rendendolo, così, scarsamente nutritivo e inadatto all’impianto di un eventuale embrione.

 

 

L'era Romana

  • Il mondo romano, in particolare, affidò la sua contraccezione soprattutto all’aborto e all’infanticidio.
    Le donne che non avevano abbastanza fegato per affidarsi ad una “mammana” dell’epoca o quelle che non avevano cuore di strangolare il loro piccolo appena nato, ricorrevano ad un’altra pratica molto diffusa nell’antica Roma: l’abbandono del neonato ai piedi di una “colonna lattaria”.
    Gli uomini, invece, preferivano ricorrere ai preservativi, fatti con intestini essicati di pecora, che pur non essendo un’invenzione dei Romani deve a questi il suo perfezionamento e la sua ampia diffusione. Il preservativo, infatti, faceva parte della dotazione di base del soldato romano che dopo l’uso lo lavava e poi lo riutilizzava. In realtà, il suo uso era finalizzato soprattutto ad evitare che una campagna militare venisse ostacolata da epidemie imputabili a malattie veneree capaci di decimare interi eserciti.

 

India e Tantra

  • Ritornando a pratiche meno cruenti, il metodo contraccettivo più usato e più “a basso costo” è sicuramente il coito interrotto che in India, grazie al Tantrismo, è assurto addirittura a metodo di elevazione spirituale, mentre l’Antico Testamento lo ha bollato come atto sacrilego.
    Con il diffondersi del Cristianesimo vengono meno i costumi della società greco-romana e dall’alto medioevo in poi si attesta, soprattutto in Occidente, una dottrina rigidamente ostile verso qualsiasi pratica contraccettiva.

 

 

Testimonianze antiche

  • Va da sé, che fin dai tempi antichi sia stata avvertita l’esigenza di ricorrere a pratiche contraccettive come peraltro attestato anche dalla Bibbia, da testi cinesi e da papiri egiziani di 4000 anni fa.
    Ogni società, in ogni epoca, ha infatti avuto a disposizione il suo armamento di attrezzi e ricette per il controllo della fertilità e sembra che persino l’uomo dei primordi avesse sviluppato in tal senso una profonda conoscenza in merito alle particolari proprietà di diverse piante che venivano prescritte in un contesto magico-religioso.

 

 

La Chiesa cattolica 1

  • In materia di contraccezione, la Chiesa Cattolica ha proposto nel 1484 una prima regolamentazione ufficiale con una bolla papale nella quale si condannava l’opera di quelle donne che «con le loro stregonerie ed i loro incantesimi, gli amuleti e le formule magiche, soffocano, estinguono e fanno sparire i frutti delle donne (…)cosicché gli uomini non procreano e le donne non concepiscono».

 

 

Rinascimento

  • Circa un secolo dopo, intorno al 1560, incurante degli anatemi della Chiesa, il medico modenese Gabriele Fallopio -  cui si deve lo studio delle omonime “tube” – riporta in auge l’uso del preservativo per combattere la sifilide: una fodera di lino bagnata in una soluzione di erbe e sale.
    Nonostante la ferma condanna ecclesiastica nei riguardi della contraccezione, in Europa si sono a lungo diffuse pratiche empiriche di ogni tipo, fino a quando nel 1798 Thomas Robert Malthus pubblicò il Saggio sul principio della procreazione nel quale asseriva che la popolazione, nel corso del tempo, sarebbe aumentata tanto che le risorse naturali non sarebbero state sufficienti per l’intera umanità. Da quel momento la contraccezione diventò un problema soprattutto sociologico ed economico dando la spinta alla ricerca di metodi contraccettivi sicuri e soprattutto non dannosi per la salute delle donne.

  • Va specificato che le cellule spermali sono state scoperte appena nel 17esimo secolo con la scoperta da parte Anton van Leeuwenhoek del microscopio. E fino ad allora i dettagli della procreazione non erano conosciuti.
    Sebbene la moderna ricerca abbia in parte confermato la validità di alcune di queste tante tecniche contraccettive in uso nell’antichità, la loro efficacia era pur sempre empirica e i nostri progenitori ricorrevano soprattutto alla pratica dell’aborto, dell’infanticidio e a rapporti sessuali non procreativi. In merito a questi ultimi, in particolare, per alcuni secoli e presso diverse società, l’omosessualità e i rapporti anali eterosessuali erano accettati e addirittura consigliati sia come pratica sessuale più soddisfacente di quella “canonica” sia come “infallibile” metodo contraccettivo.

 

La Chiesa cattolica 2

  • Nell’Enciclica Humanae vitae di Papa  Paolo VI è stato finalmente affrontata e chiarita la posizione della chiesa cattolica nei confronti della regolazione delle nascite all’interno di una coppia:
    “Senza rinunciare all’intimità come parte integrante della vita di coppia che contribuisce a rendere i coniugi uniti, gli stessi devono comunque mantenere un atteggiamento di
    apertura alla vita evitando comunque qualsiasi contraccettivo artificiale (dalla pillola al profilattico, dalla spirale agli spermicidi e a metodi di barriera). Ove dovessero sussistere dei seri motivi, derivanti dalle condizioni fisiche o psichiche o da circostanze esteriori che i coniugi decidessero di evitare temporaneamente o a tempo indeterminato una nuova nascita, ciò dovrebbe avvenire nel rispetto delle leggi morali e biologiche, pertanto è stato reso legittimo, il ricorso ai metodi naturali di regolazione della fertilità, metodi che indicano i giorni fertili e non nel ciclo di una donna.”

 

Preservativo

  • La scoperta della vulcanizzazione, avvenuta attorno al 1840, consentì la produzione di un tipo sottile di gomma che portò, con continui miglioramenti, alla produzione del preservativo come oggi lo conosciamo.

 

Metodi Ogino e Ogino-Knaus

  • Nel 1920 è stato scoperto dal giapponese Ogino e, nel 1924 dall'austriaco Knaus, che solo un preciso periodo del ciclo della donna è fertile. Questa scoperta ha costituito la base per tutti i metodi naturali. 
    Negli anni cinquanta essendo quindi molto poche le conoscenze riguardo al ciclo mestruale della donna, la possibilità di adottare dei metodi di Pianificazione Familiare Naturale era piuttosto remota. L’unico metodo naturale conosciuto era appunto il metodo del Ritmo (Ogino-Knaus) che si basava sull’osservazione della lunghezza dei cicli e che è stato molto presto accantonato perché risultato poco sicuro (da 14 a 35 gravidanze indesiderate su 100 donne nell'arco di un anno).

  • Solo negli anni che seguirono fu scoperto che la temperatura basale (cioe' quella misurata al momento del risveglio, prima di alzarsi e di compiere qualsiasi attività) varia nelle diverse fasi del ciclo. Questa consapevolezza aumentò la sicurezza contraccettiva notevolmente, (da 5 a 9 gravidanze indesiderate su 100 donne nell’arco di un anno) anche se nell’applicazione pratica esistevano ancora dei rischi: la temperatura poteva variare anche per fattori esterni (es. leggero malessere) quindi era difficile dare una giusta interpretazione alla temperatura misurata con un termometro normale.
    Una combinazione dell’osservazione della temperatura basale, della compattezza del muco e di altri fattori, portava al cosiddetto metodo sinto-termico e Billings oggi chiamato anche RNF (Regolazione Naturale della Fertilità). Studi condotti su campioni di donne selezionate in base ad un accurato e lungo insegnamento del metodo, riportavano percentuali assai basse di insuccesso. Molto alta invece si e' rilevata la percentuale di coppie che abbandonavano questo metodo, per difficoltà riscontrate nella sua applicazione.

 

Pillola e contraccezione ormonale

  • Con la scoperta della pillola anticoncezionale e la sua divulgazione a partire dal 1960 si era convinti di aver trovato finalmente la soluzione ottimale. Ma già dopo pochi anni si scoprirono gli effetti collaterali che riescono ad influenzare praticamente ogni organo della donna. Più di 30 effetti collaterali sono fino ad oggi stati documentati in riviste medico scientifiche. Oggi è risaputo che più a lungo la donna si espone all’uso della pillola, maggiore è il rischio di riscontrare dei problemi di salute seri a causa degli effetti collaterali.
    La dottoressa DR.G.Dallenbach-Hellweg, dell’Università di Mannheim in Germania scrive: “Ragazze e donne, che per anni assumono la pillola anticoncezionale, senza accurati controlli medici, rischiano danni gravissimi alla loro salute: infertilità, trasformazione delle ghiandole del seno, emorragie improvvise, danni ai genitali del nascituro, paralisi, e diversi tipi di tumori”.
    Dal Congresso Europeo sul cancro al seno che si è tenuto nel 2002 a BARCELLONA agli oncologi sono stati presentati dei dati di correlazione tra l’assunzione del contraccettivo orale e il tumore: “I numeri dicono che l’assunzione quotidiana di ormoni comporta un incremento del rischio di sviluppare una neoplasia al seno pari al 2,8% per ogni anno d’uso”. “Questo significa che dopo dieci anni, le donne che prendono la pillola hanno una probabilità di ammalarsi di tumore della mammella che è del 30% superiore rispetto a chi non ne fa uso, soprattutto dopo i 35 anni”.
    Ma la pillola non è solo un fattore di rischio oncologico. I suoi effetti di manifestano sull’apparato cardiovascolare. “L’associazione di levonorgestrel e gestodene contenuta nelle cosiddette pillole ultraleggere è quella che comporta il maggior aumento di rischio di trombosi venosa: le probabilità che un evento di questo tipo si verifichi risultano addirittura raddoppiate rispetto alla norma in coloro che ne fanno uso”.

    A parte i principi morali o etici che inducono una donna ad assumere la pillola, bisogna quindi anche mettere in conto il rischio a cui si va incontro soprattutto se assunta per un lungo periodo. 
    Il sesso femminile è regolato in modo finissimo da meccanismi sofisticati ed estremamente sensibili che non possono essere stravolti senza conseguenze. La pillola non agisce solo a livello locale sull’apparato riproduttivo ma influenza l’ipotalamo e l’ipofisi. La conseguenza di ciò è un’alterazione del quadro psico-neuro-biologico che può dare luogo a diverse patologie, come la depressione, la fatica cronica, i problemi circolatori e certi tumori.
    Ma allora, considerato tutto ciò, vale davvero la pena di sovvertire la Natura?

 

Tester dell'LH

  • Negli anni 90 alcune società iniziarono a distribuire prodotti che attraverso la misurazione dell’ LH (ormone luteotropo) dell’urina promettevano una sicurezza contraccettiva elevata.
    L’esperienza però ha ampiamente dimostrato che le indicazioni di questi “tester” non sono così esatte, e tante sono state e sono a tutt’oggi le gravidanze indesiderate alle quali hanno portato.
    Ormai è scientificamente provato che LH nell’urina della donna cambia solo circa 2 giorni prima dell’ovulazione, troppo tardi per una contraccezione efficace, dato che gli spermatozoi del seme hanno capacità fecondativa per circa 5 giorni.
    Questi “tester” si presterebbero di più per donne che cercano una gravidanza piuttosto che il contrario.

 

Tester della saliva

  • Ogni tanto vengono messi in commercio altri tipi di fantomatici “tester” che dichiarano di rilevare l’ovulazione attraverso la saliva.
    Ricerche e Test indipendenti hanno però evidenziato che questi prodotti sono assolutamente inaffidabili, traendo in inganno l’inerme consumatore. (Effectiveness of Cycle Monitor sto Identy the Fertile Window: Prof. Dr. Günter Freundl del 26.03.2003).

La contraccezione naturale, la procreazione e

la storia di Babycomp e i i pregiudizi sulla contraccezione naturale.